L’esilio gentile

L’intelligenza artificiale, inutile negarlo, sta cambiando le nostre vite, le nostre abitudini, la nostra percezione. Ogni novità nei nuovi strumenti che ci vengono messi a disposizione da una lato possono causare rovinosi effetti sociali mentre dall’altro offrono nuove opportunità creative nell’arte e non solo. Personalmente, trovo interessante utilizzare l’AI man mano che ci allontaniamo dalla riproduzione del reale orientandola verso orizzonti che aiutino a rivelare l’essere umano nelle sue profondità.

Il mio nuovo progetto prende spunto dallo spaesamento in cui ci troviamo a vivere, lavorare, amare che, nonostante il passare degli anni della nostra vita, non placa questa spiacevole sensazione, tranne forse per coloro che trovano un leggero sollievo aggrappandosi a qualche credenza ultraterrena attraverso il quale provano a lenire il “male di vivere”, per dirla con Montale, cioè a calmare la condizione di dolore e di vuoto che circonda tutta la realtà, non un malessere passeggero ma una condizione permanente, un vero e proprio limite dell’esistenza umana.

Dall’inconscio feroce, morboso e delirante, probabilmente altrettanto doloroso per l’autore, Maldoror rappresenta forse una citazione dello spaesamento, della trasgressione, della nostra essenza sadica e al tempo stesso masochista. Non furono solo i surrealisti a trovarvi ispirazione.

Ho rappresentato lo spaesamento attraverso le più svariate statuette inserite nei paesaggi e nelle condizioni più strane, al tempo stesso così umanamente reali. Statuette che rimandano a storie e personaggi del passato e del presente, uomini, donne, animali e oggetti, ognuno con la propria storia e la propria natura.

La scelta del formato polaroid può essere spiegata con due motivazioni: perché in qualche misura può essere considerata antesignana della fotografia digitale fin dal 1947 quando venne messa in commercio, offrendo la possibilità di vedere immediatamente il risultato dello scatto; perché la dolcezza dei colori attenua quella durezza dello scatto che troviamo in altri procedimenti. Foto polaroid vissute dal tempo.