Amici

“Concordia parvae res crescunt, discordia maximae dilabuntur”
(Nell’armonia anche le piccole cose crescono, nel contrasto anche le più grandi svaniscono)

Micipsa, re della Numidia, morto nel 118 a.C.

Gli amici sono una ricchezza che mi onoro di avere e pertanto mi onoro anche di pubblicare le loro opere che, in qualche modo, nel corso degli anni mi hanno donato.

Ilio Scali (Siena) – 1980

Gianfranco Sciarra (Siena) – 1982

Un omaggio ad un amico scomparso troppo presto, a 62 anni. Anche se le nostre strade si erano dirette verso differenti orizzonti, avevamo iniziato insieme l’avventura fotografica, anzi era stato lui il mio primo insegnante. Per molti anni abbiamo condiviso tante avventure. A Gianfranco Sciarra (1952-2015), con cui abbiamo aperto la prima galleria fotografica a Siena nel 1981, Il Prisma Multimedia, abbiamo dedicato la mostra “Evidenzia” e il convegno “Confesso che ho vissuto” perché oltre che fotografo è stato uno scienziato ed un ecologista. Grazie di tutto, Gianfranco!

Maurizio Gioco (Verona) – 1985

Mauro Guerrini (Siena) – 1987

Marco Forteguerri (Siena) – 1987

Mario Guerri, in arte Marco Forteguerri, morì abbastanza giovane nel 2010 o 2011. Questa è l’unica sua opera che possiedo, intitolata “L’Arte serve a proteggere” ed è tratta dal libretto “Palio, sì grazie”, edito nel nel 1987 dai Verdi senesi. Un piccolo omaggio ad un amico che troppo in fretta è stato dimenticato. Almeno qui vorrei mantenerne la memoria.

Alessandro Mlach (Trieste) – 1991

Il mio occhio e il mio occhiale a San Galgano… grazie Alex!

Pino Modica (Piombino) – 1991
it.wikipedia.org/wiki/Pino_Modica

Augusto Mattioli (Siena) – 1999

Questa foto è stata scattata a Sarajevo nel 1999. C’ero andato con un gruppo di ragazzi della Caritas  che facevano  volontariato. Questa foto è casuale. Eravamo in giro in auto un pomeriggio quando vidi questo gruppetto di ragazzi che giocavano a pallacanestro, sport di cui ho fatto anche l’allenatore. C’era una bella luce.  Chiesi di fermare l’auto scesi e scattai alcune immagini.  In questi anni ho anche cercato di mettermi in contatto con qualche giornale a Sarajevo per ritrovare questi ragazzi ma non ho mai avuto risposta. A me questa foto emoziona ancora perché è la dimostrazione che la vita va avanti.

Adriana Argalia (Jesi, AN) – 2008
adrianaargalia.it

Titolo: “Beethoven

Jorge Braga (Porto, Portugal) – 2010
www.jorgebraga.net

Giovanni Bertolozzi Caredio (Nagoya-shi, Aichi, Japan) – 2013

Simone Bogi (Siena) – 2013

Stamane han piovuto quattro gocce;
una per il rospo, una pel lumaccio,
una per la iena e l’altra per l’abbraccio.
Il rospo che lento attraversa,
La lumaca che lenta imperversa

La iena che fiuta l’aria terza,
l’abbraccio per una donna persa.
Niente da salvare al diluvio,
alla fine dei conti. Nessun effluvi

Anche Noè è distratto
e il legno per l’arca
è ancora albero.

Ma chi fu, per darci lo sfratto,
quel dio che fece una barca
per tutte le bestie?

Sembra n’abbia perduta qualcuna
per strada – testimonia Darwin.

Non ci fu neanche un condominio
ribelle al padrone sfrattatore:
al massimo un genio
che inventò il trattore.

Sigrun Müller (New Haven / Westville, Connecticut, USA) – 2014
sigrunm.wordpress.com

Titolo: “Il ciliegio” (collezione privata)

Mimmo Manes (Londra) – 2014
canefantasma.com

Titolo: Arte generative – “Irrational Thoughts Should be Followed Absolutely and Logically” — Sol LeWitt”

I Santini Del Prete (Livorno) – 2015
isantinidelprete.org/

Silvia Boldrini (Fano) – 2015
silviaboldrini.wordpress.com/

Titolo: “Subacquea”

Rene Villalobos (Città del Messico, Mexico) – 2016

Bruno Di Blasi (Siena) – 2017

Gianni Lillo – Sinalunga – 2017

Titolo: “Diario intimo”

Louise Anne Benjamin (Sydney) -2018

Cosimo Ciampoli
Thank you for stopping that day
Thank you for reconnecting
Thank you for your brilliant mind, cheeky humour, your integrity and humanity
I’m sorry you could not find peace in this life
I hope you have it now
I will miss you always.

Non conosco Louise Anne ma ho conosciuto Cosimo Ciampoli (1976-2018). Ho trovato in rete le sue parole e la foto di loro due insieme. Questo è un omaggio all’amico che è voluto scomparire, al collega brillante, ad una persona che ho tanto apprezzato.

Samuele Calosi (Siena) – 2020
www.samuelecalosi.it

Stalla – tecnica mista – “Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita” (W. Shakespeare – La Tempesta).
Addormentati dentro una stalla, per ripararsi dai freddi e umidi inverni, piegati da una stanchezza che non ha tregua dalla fatica. Con addosso una miseria assoluta. Nel sogno, quella moltitudine di contadini – di esistenze perse – m’illudo abbia vissuto attimi di dignità e di liberazione. Il sogno che libera dalla fatica di vivere. La vita racchiusa dentro il passare di un sogno.

Laura Priami (Massa Marittima) – 2020
laurapriami-fotografia.it

Ognuno è prigioniero in un tunnel in compagnia dei suoi mostri. E non può fuggire perché il cancello di ferro è chiuso, e non c’è chiave che lo possa aprire.
C’è chi volta le spalle al cancello, e cerca nella sua prigione i suoi idoli, li compra, li vende, li adora, e vive la vita con le spalle voltate alla luce, terrorizzato dai suoi mostri.
Un artista ha il coraggio di voltarsi verso la luce. Non lo sgomenta il cancello, anche se di ferro, perché egli stesso crea la sua vita con le sue emozioni, con i suoi sentimenti, dentro al tunnel dal quale non ha bisogno di fuggire, perché, con le sue opere, proietta se stesso al di fuori, là dove è la luce. E per farlo non gli serve alcuno strumento sofisticato o scadente che sia. Basta un battito del suo cuore, e la sua vita è già al di là del cancello, fuori del tunnel, nella luce. E questa fuga si rinnova ogni giorno.
Un artista vive anch’egli in compagnia dei suoi mostri, ma non ne ha paura…
(Bruno di Blasi – Siena, 19/9/2020)

Adriano Benocci (Siena) – 2020

Passa tutto
come il giorno,
la notte
come il fiume,
come queste nuvole
canute di luce
e tutto andrà come deve andare.
La mia vita,
la tua
e il vento.
Anche io ti amai,
come niente,
come tutto.

Ad un passo da te

Titolo: “G

Daniela Marani (Verona) – 2020
danielamarani.wordpress.com/

Storie rivoluzionarie (14 agosto 2020) – Mi è capitato tra le mani, quasi per caso, un fascicoletto manoscritto dal titolo un po’ retrò: “Storie rivoluzionarie”.
Si tratta di sei racconti che hanno come fil rouge il tema della rivoluzione, quello stato collettivo o individuale che, precisa l’autrice, in una sorta di prefazione, conduce sempre al cambiamento, talvolta a veri e propri stravolgimenti, e non sempre positivi.
Così pagina dopo pagina, si viene proiettati in ambienti geografici e sociali differenti, animati da personaggi verosimili che ne affiancano altri reali; uomini, donne e ragazzi attraversano i cambiamenti della storia e della società, si lasciano travolgere dagli avvenimenti o ne sono loro stessi i protagonisti.
E’ il 900 il secolo privilegiato ma non mancano riferimenti al passato, necessari per meglio comprendere l’evoluzione degli eventi o per risalire all’origine di una determinata trasformazione. Nella prima storia è la piccola Anna a portare a galla e far riflettere sulla determinazione e sull’energia messa in campo dalle donne per conquistare, in Italia, il diritto al voto, ricordando anche le imprese delle suffragette inglesi, pioniere all’interno di questo terreno ostico e minato.
Vincent, diciottenne francese ma di origini russe, è il protagonista del secondo racconto, e si ritrova in terra sovietica proprio agli albori della rivoluzione del ’17, quella che cambierà totalmente il volto del suo paese.
La terza storia ci proietta, invece, nel mondo della letteratura, a fianco di un poeta innovativo per la sua epoca, Giuseppe Ungaretti, filtrato attraverso gli occhi di un amico immaginario.
La rivoluzione non risparmia nessun settore e le narrazioni successive ci introducono nel cuore della musica di Beethoven, nel campo scientifico in quello del teatro inglese, degnamente rappresentato da William Shakespeare, tanto geniale quanto ancora oggi enigmatico e sconosciuto.
Sei storie davvero interessanti, ricche di spunti che collegano l’invenzione narrativa alla realtà storica e politica. Sono ravvisabili numerosi riferimenti culturali che stimolano nel lettore curiosità e desiderio di approfondimento.
Ma l’aspetto più accattivante è che, a usare un lessico così vario e ricco, ad avere una buona abilità narrativa e un’altrettanta capacità descrittiva è una ragazza di quasi quindici anni, Teodora Maria Tozzi; una giovane profonda e riflessiva che senza rendersene conto ha imboccato la strada della scrittura… e mi auguro che continui su questo cammino.

Michela Eremita (Siena) – 2020

Titolo: Da un Oblò (Talamone, 28 luglio 2020)

Lorenzo Tommasoni (Latisana, UD) – 2020

Titolo: 11/9/2020 – Signori in spiaggia a Bibione